la forza che urgendo nel verde calamo

guida il fiore

guida la mia verde età

quell'impeto che sconquassa le radici degli alberi

è per me distruzione

e muto non so dire alla rosa avvizzita

che questa febbre invernale piega anche la mia giovinezza

la forza che guida l'acqua tra le rocce

guida il mio rosso sangue

quella stessa che asciuga le sorgenti che gridano

le mie raggruma

e sono muto a gridare alle mie vene

che a quell'alpestre polla succhia la stessa bocca

la mano che mulina l'acqua dentro la pozza

sommuove il fondo limo

quella che lega i venti

ora il sudario della mia vela spinge

e sono muto a dire all'impiccato

quant'è della mia argilla in chi lo impicca

le labbra del tempo lambiscono dove la fonte fa vena

goccia l'amore

e il sangue che cade in lei

addolcirà le pene

sono muto a dire al soffio che si leva

che il paradiso è scandito dal tempo intorno alle stelle

 

****

 

Quando il vento d'ottobre

con gelide dita pulisce i miei capelli,

trafitto dal sole

cammino sul fuoco

gettando sulla terra un granchio d'ombra

udendo in riva al mare il vocio degli uccelli

e il corvo che tossisce sui rami invernali,

mentre l'affaccendato cuore trema

e assorbe il tepore del giorno.

 

(Dylan Thomas)

 

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