la forza che urgendo nel verde calamo
guida il fiore
guida la mia verde età
quell'impeto che sconquassa le radici degli alberi
è per me distruzione
e muto non so dire alla rosa avvizzita
che questa febbre invernale piega anche la mia giovinezza
la forza che guida l'acqua tra le rocce
guida il mio rosso sangue
quella stessa che asciuga le sorgenti che gridano
le mie raggruma
e sono muto a gridare alle mie vene
che a quell'alpestre polla succhia la stessa bocca
la mano che mulina l'acqua dentro la pozza
sommuove il fondo limo
quella che lega i venti
ora il sudario della mia vela spinge
e sono muto a dire all'impiccato
quant'è della mia argilla in chi lo impicca
le labbra del tempo lambiscono dove la fonte fa vena
goccia l'amore
e il sangue che cade in lei
addolcirà le pene
sono muto a dire al soffio che si leva
che il paradiso è scandito dal tempo intorno alle stelle
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Quando il vento d'ottobre
con gelide dita pulisce i miei capelli,
trafitto dal sole
cammino sul fuoco
gettando sulla terra un granchio d'ombra
udendo in riva al mare il vocio degli uccelli
e il corvo che tossisce sui rami invernali,
mentre l'affaccendato cuore trema
e assorbe il tepore del giorno.
(Dylan Thomas)
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