TIRARE AL BERSAGLIO CON L'ARCOPaolo Borsoni
In greco stochazein significa "tirare al bersaglio con
l'arco", in senso metaforico: diffondere gli eventi in modo parzialmente casuale
sicché alcuni di essi abbiano un esito più favorevole.
Se una sequenza di eventi combina una componente casuale e un processo
selettivo, in modo che solo certi risultati possano perdurare, tale successione
viene definita stocastica.
Il secondo principio della termodinamica di Carnot e Clausius introduce l'idea
di una degradazione dell'energia: in un sistema chiuso, che non sia alimentato
da energie esterne, ogni trasformazione si accompagna a una crescita
irreversibile di entropia fino a un massimo caratterizzato da uno stato di
omogeneizzazione, di equilibrio termico, in cui scompaiono per il sistema le
possibilità di trasformare calore in lavoro.
Nella seconda metà del 1800 il principio di degradazione dell'energia venne
tradotto da Boltzmann in principio di degradazione dell'ordine,
dell'organizzazione, attraverso il disordine molecolare, l'omogeneizzazione
macroscopica e l'equilibrio termico. Boltzmann ha sviluppato un approccio di
tipo statistico: il numero delle molecole e delle configurazioni che le
molecole possono assumere all'interno di un sistema risulta in generale
elevatissimo, le configurazioni disordinate, prive di ordine, sono molto più
probabili rispetto a quelle caratterizzate da un ordine. La crescita di entropia
diviene il passaggio da configurazioni meno probabili (ordinate) a quelle più
probabili (senza un ordine): il disordine, la disorganizzazione si identificano
in un sistema chiuso con lo stato di maggiore probabilità, con gli stati di
equilibrio.
Clausius generalizzò il secondo principio della termodinamica all'universo,
concepito come un sistema chiuso dotato di una quantità finita e determinata di
energia. Secondo la sua formulazione: "l'entropia dell'universo tende verso un
massimo", verso una "morte termica" , verso la disorganizzazione, il disordine.
Boltzmann definisce l'entropia in rapporto al numero delle configurazioni
microscopiche che possono assumere le molecole, secondo l' equazione
S= K·log(P)
dove S è l'entropia totale del sistema, K una costante-fattore moltiplicativo, P
la probabilità determinata dal numero delle molecole e dalle loro possibili
distribuzioni. L'aumento di entropia in un sistema significa che il disordine e
la disorganizzazione non possono che crescere. Il concetto di entropia indica la
tendenza alla disorganizzazione.
Come può questa prospettiva della progressiva, irreversibile, ineluttabile
crescita del disordine nell'universo essere compatibile con lo sviluppo della
vita dagli aminoacidi all'Homo sapiens?
L'evoluzione fisica, biologica, antropologica farebbe supporre l'esistenza di
qualcosa che sfugga ai principi della degradazione e del disordine.
Prima osservazione: la generalizzazione fisica, termodinamica, operata da
Clausius da un sistema chiuso all'intero universo della legge dell'aumento
irreversibile dell'entropia presuppone ipotesi cosmologiche del tutto opinabili
allo stato attuale delle conoscenze, tale visione, tale generalizzazione,
assomiglia tanto alla generalizzazione matematica operata per secoli della
geometria euclidea al cosmo.
Seconda osservazione: fondamentale è il concetto di organizzazione.
L'organizzazione è un insieme di relazioni tra elementi o fra individui, che
compone un'unità dotata di qualità non presenti a livello delle singole parti.
L'organizzazione connette creando stabilità, possibilità di resistere a
perturbazioni aleatorie. L'organizzazione e il nuovo ordine dispongono di una
forza di coesione, di solidità in un universo di interazioni predisposte alla
degradazione.
Sono pochissime le combinazioni di corpi, di elementi che si mantengono nel
tempo, ancora meno quelle che tendono a riprodursi, ad evolversi. Tutti i
fenomeni di organizzazione sono minoritari, improbabili. L'improbabilità delle
strutture che si mantengono diviene estrema improbabilità delle strutture che
tendono addirittura ad evolversi e a riprodursi. Queste esigue probabilità sono
tuttavia compensate dalla numerosità delle combinazioni, delle interazioni,
possibili precursori di stati di organizzazione.
L'organizzazione connette elementi, individui, come componenti di un sistema.
Gregory Bateson in "Mente e natura" si chiede: qual è la differenza tra il mondo
fisico dove le forze e gli urti costituiscono una base esplicativa sufficiente e
il mondo dove invece non si può capire nulla senza invocare differenze e
distinzioni? Qual è la struttura che connette tutte le creature viventi?".
Attraverso il concetto di organizzazione è possibile individuare un limite di
tipo logico alla validità onnicomprensiva dell'equazione di Boltzmann S= K·log(P)
, un limite dovuto ai diversi livelli di riferimento delle variabili utilizzate:
P, la probabilità, rappresenta una variabile di singoli elementi individuali,
attraverso le loro distribuzioni; S, l'entropia, è una variabile di sistema.
L'ipotesi che qui viene formulata è che S e P divengano variabili non omogenee
nello stesso livello logico di equazione allorché la combinazione di elementi
abbia assunto una forma di organizzazione, allorché cioè la struttura complessa,
il sistema, si sviluppi su un piano operativo diverso da quello dei suoi singoli
elementi, dalla loro semplice somma.
Un'organizzazione è un'unità globale di parti diverse, con qualità proprie, con
un'identità originale, con qualità non riducibili ad alcuna di quelle dei
singoli singoli elementi che la compongono, essa costituisce una totalità, le
cui proprietà superano la somma delle proprietà delle singole parti.
L'associazione di un atomo di carbonio in una catena molecolare fa emergere la
cellula vivente che ha proprietà emergenti come alimentarsi, metabolizzare,
riprodursi. L'integrazione nell'organizzazione crea un sistema con proprietà
specifiche, particolari. Il tempo sistemico non è più allora soltanto il tempo
delle singole parti staccate, della degradazione dell'energia, ma anche il tempo
dell'evoluzione, di ciò che si sviluppa, prolifera, diviene complesso,
organizzato. Questa possibilità trasforma unità prima separate in una unità
complessa globale, determina una nuova realtà, l'unità "sistema".
Qual è allora il salto logico tra il mondo fisico, dove le forze e gli urti
costituiscono una base esplicativa adeguata per descrivere i fenomeni, e il
mondo dell'organizzazione, dove non si può capire nulla senza parlare di
differenze e di sistemi?
Nel mondo fisico degli urti, delle forze repulsive e attrattive, il principio
che ha il sopravvento è il principio dell'annullamento di ogni ordine, di ogni
differenza e dell'aumento irreversibile dell'entropia.
Nel mondo dell'organizzazione si costituisce il principio del mantenimento
dell'informazione, dello sviluppo selettivo e progressivo delle differenze.
Dalla fisica alla biologia alla sociologia si determina un calo progressivo
dell'influenza della matematica nel fornire modelli esplicativi capaci di
descrivere schematicamente la realtà studiata.
La fisica si occupa soprattutto di eventi concernenti materia inorganica.
La biologia affronta (in particolare) le prime forme di organizzazione della
vita.
La sociologia cerca di descrivere organizzazioni complesse come quelle umane.
L'ipotesi è che la complessità dell'organizzazione man mano che cresce rende
sempre più arduo basare i concetti su schemi matematici prestabiliti.
Il mondo della non-organizzazione è un mondo della linearità,
dell'irreversibilità e quindi delle tendenza alla crescita dell'entropia e
dell'annullamento di ogni informazione.
Il mondo dell'organizzazione è un modo della reversibilità, delle fluttuazioni,
delle oscillazioni.
Il mondo della non-organizzazione è un spazio di eventi in cui è possibile
instaurare modelli di previsione matematici degli sviluppi successivi.
La complessità di un'organizzazione fa diminuire la probabilità di schemi di
teorie falsificabili e tuttavia resistenti ai tentativi i falsificazione.
Sembra quindi del tutto discutibile l'estensione di un concetto quale l'entropia
dall'ambiente fisico di un sistema chiuso a un ambiente aperto di organizzazione
elevata.
Nella "Città di Dio", Agostino pone in cima alla catena dell'Essere e
dell'Universo la Mente Suprema, il Logos, sotto vi sono gli angeli, poi gli
uomini, poi le scimmie, fino alle piante e giù giù alle pietre. Tutto risulta in
un ordine deduttivo, legato a una premessa maggiore che prefigura la legge: "ciò
che è più perfetto non può mai essere generato da ciò che è meno perfetto".
Lamarck fu il primo a capovolgere questa "grande catena dell'Essere", egli
rovesciò la premessa che il perfetto debba sempre precedere l'imperfetto, avanzò
una teoria del "trasformismo" che partendo dagli infusori, protozoi, procedeva
fino all'uomo e alla donna. Lamarck sosteneva che la pressione ambientale poteva
influire direttamente sui geni del singolo individuo.
L'affermazione di Lamarck oggi non è ritenuta attendibile, ma viene accettata la
preposizione che l'ambiente influenza il pool genico di una popolazione. L'unità
dell'evoluzione è la popolazione, come deposito eterogeneo di possibilità
geniche. La popolazione è in grado di rispondere alle pressioni ambientali.
L'organismo individuale è capace di cambiamenti somatici adattivi, ma è la
popolazione che tramite la mortalità selettiva subisce i cambiamenti che vengono
trasmessi alle generazioni future e quindi alla popolazione come sistema.
E' sulla popolazione che agisce la selezione ambientale.
La fisica delle palle da biliardo dice che se la palla A colpisce la palla B,
quest'ultima reagisce usando l'energia ricevuta nell'urto fino a raggiungere uno
stato di quiete.
Il secondo principio della termodinamica, la legge dell'annullamento progressivo
dell'ordine, delle differenze, dell'informazione, è un modello esplicativo
efficace e attendibile per il mondo delle pietre e delle palle da biliardo. Ma
nel mondo dell'organizzazione e dell'autorganizzazione, si formano
concentrazioni di informazioni che determinano una promozione di ordine al di là
della tendenza automatica all'annullamento dell'informazione verso il disordine,
al di là di ogni deriva meccanica all'annullamento delle differenze.
La linea di probabilità di un mondo dell'organizzazione non è una linea continua
sempre crescente come quella indicata dall'equazione di Boltzmann. Per un certo
livello di organizzazione si può pensare che la neg-entropia, l' entropia
negativa, l'organizzazione, inverta la tendenza e cominci ad aumentare. In quel
punto assumono rilevanza i concetti di sistema, di complessità, laddove le
combinazioni di elementi, il legame di entità prima separate determina una
discontinuità, un salto, un passaggio di selettività che stabilizza, riproduce
legami, promuove ordine e nuove differenze, quindi informazione. Il sistema in
quel punto di discontinuità ha raggiunto un livello di sistema con qualità
proprie, emergenti, differenti da quelle possedute da ciascuna delle sue singole
parti, delle sue singole componenti originarie.
Una curva che vuole esprimere il legame tra probabilità e organizzazione non può
che essere oscillante, con sequenze di crescita e decrescita, con salti di
discontinuità. Il mondo dell'organizzazione non è concepibile senza
discontinuità e senza soglie.
Tanto l'evoluzione quanto l'apprendimento, dice Bateson, si conformano alle
stesse regolarità, alle stesse leggi di quell'ampio sapere che tiene insieme gli
anemoni di mare, le foreste di sequoie, le organizzazioni sociali.
La mente è un riflesso di vaste e numerose porzioni del mondo naturale.
Il parallelismo tra evoluzione biologica e mente viene istituito da Bateson non
postulando un Progettista o un Artefice nascosto ma individuando il comune
carattere stocastico del pensiero e dell'evoluzione. Il processo del pensiero
creativo contiene una componente casuale, i progetti esplorativi, il procedere
per tentativi ed errori possono conseguire risultati solo lungo percorsi che
alla prova vengono selezionati da un principio di sopravvivenza e di
adattamento.
E' improbabile la costituzione in organizzazione tra elementi distinti, ma per
determinate strutture già formate, già organizzate, non è automatica neppure la
rottura, l'annullamento dell'organizzazione, la perdita dell'informazione.
Questo è vero soprattutto quanto tali legami non solo sono caratterizzati da
sopravvivenza, simmetria, persistenza, ma anche da una continua formazione di
nuovi legami, di nuove strutture. La teoria secondo la quale l'entropia non può
che aumentare e con essa il disordine, vede il cosmo come una totalità chiusa
omogenea. La teoria dell'aumento necessario dell'entropia-disorganizzazione
assume un'uniformità e una linearità della funzione probabilità del sistema,
mentre tale funzione non è né continua, né lineare, né perennemente crescente,
né perennemente decrescente nei diversi stati di organizzazione di sistema.
Allorché si sostituisce e si afferma un processo selettivo, solo certi risultati
del casuale possono perdurare.
Selettività e organizzazione: lo sviluppo della selettività implica
organizzazione, nello sviluppo dell'organizzazione si determina un rinnovamento
di selezione di elementi, di eventi, di componenti.
Il processo stocastico sottintende che dall'assoluto caos si afferma la vita,
dalla disorganizzazione si consolidano strutture selettive, il legame tra entità
isolate, separate, si consolida, sopravvive, si riproduce fino
all'organizzazione. E questo legame nasce da incroci, incontri, scontri,
combinazioni causali e diversi.
L'informazione è legata a una differenza. Ciò che è perennemente uguale a se
stesso non fornisce alcuna informazione. Gli animali che si mimetizzano non
danno informazioni ai loro predatori. Per ordinare eventi, cose, persone,
oggetti, situazioni, prede, è necessario stabilire una relazione, un maggiore e
un minore, un prima e un dopo, un chiaro e uno scuro, un utile e un non-utile.
Ricevere informazioni, elaborare informazioni significa sempre e necessariamente
ricevere notizie di differenze, elaborare notizie di differenze in altre
differenze.
La mappa è ciò che trasforma e codifica le differenze attraverso differenze.
Il numero di differenze esistenti in qualsiasi oggetto è potenzialmente
infinito, ma solo pochissime diventano informazioni: l'informazione è un insieme
di differenze che parlano di differenze, un insieme di differenze che
interpretano, codificano, segnalano altre differenze.
Se un mazzo di carte disposto in un modo particolare viene rimescolato viene
scompigliata la disposizione iniziale. Ma l'ordine che viene perso è solo
l'ordine stabilito, il significato attribuito soggettivamente dai giocatori a
una determinata configurazione-sequenza di segni.
Il significato è una differenza rimasta stabile in uno stato di instabilità: ciò
è vero per i rituali di interazione sociale, per la cultura religiosa, per i
meccanismi di formazione del linguaggio.
Il significato viene a sovrapporsi alle strutture che hanno risposto al primo
requisito di ogni organizzazione: la sopravvivenza, la stabilità in un mondo di
instabilità.
Certi particolari, certe differenze, sono stabilizzati, sottolineati,
organizzati, così da instaurare relazioni, corrispondenze, funzioni su insiemi
di eventi, di persone, di segni, di prede.
COPYRIGHT PAOLO BORSONI
( Paolo Borsoni
"Tirare al bersaglio con l'arco", in "Sapere", n. 914, Roma
"Ricerca di ecologia della comunicazione", Ianua editrice, Roma)
(bibliografia:
Gregory Bateson "Mente e natura"
Gregory Bateson "Verso un'ecologia della mente")
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