Gunter Kunert
BIOGRAFIA
Per lunghe notti lessi
cercando nei libri
fino a rovinarmi la vista
sulla miseria del mondo
guerra, stenti e morte
ferro e fuoco
io stesso tra rovine ormai fredde
io stesso scampato
avido le righe divorando
come pane: vivere
vivere
Finché la mia stanza s'irradiò
nel violento scintillio
di un turgido mattino
senza senso.
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CIMITERI D'AUTO
Montagne di ruggine e lamiera
come se nessuno più ormai esistesse
Invitanti accessi superflui spalancati
Inerti colori
Tetti sfondati
Ciechi resti di cromo e vetro ma
i marchi di fabbrica come
faraoni
scandiscono le epoche sopravvivendo
al tempo.
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TRARRE INSEGNAMENTO
Dagli ultimi mucchi di cadaveri
una voce grida: Scarpe!
Le scarpe sono più importanti del cibo!
Chi non prosegue
viene ucciso. Poiché
il procedere è prezioso
per colui che
non riuscì a sfuggire
in tempo al nostro secolo
strascicando il passo
un candidato alla morte
dopo l'altro
rabbrividendo miseramente poiché
il debole fuoco della vergogna
dei posteri
non riscalderà più alcuno
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NOVEMBRE
Ora in novembre
ascoltare la tempesta
e null'altro. Mese
della rivoluzione dei suicidi.
Ogni promessa genera
una nausea repentina come parole
viscide della bava
di un uso incessante: protesi
di grugni anonimi.
Ora in novembre invece
il patetico scrosciare
cosí freddo e cosí tagliente
come la verità
accompagnata dal tambureggiare
delle gocce cadute
("Eroica" della natura)
mentre noi le
neghiamo ubbidienza
per distruggerci
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AD UN PRIMO MAGGIO
In piedi sulla tribuna
cantavano con
logore voci.
Accanto fluttuavano via ondeggiando
esistenze e altre esistenze
trascorrevano. Alcuni
in bettole e cucine
in tombe di famiglia abitate
ebbri di un'impensabile
disobbedienza: libertà
distillata in saliva.
Successivamente come già prima
schiavi della tecnologia
assoggettati da innumerevoli dèi
con gesti futili
con parole senza vita
parole come cera
parole come di canti svaniti
parole come nulla se non parole
come suoni
da un coma senza sogni.
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