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Lungo un
sentiero ripido e pietroso
incontrai un bambino con un marmocchio più piccolo
avvinghiato stretto sulla schiena.
In un accenno scherzoso gli dissi:
«Ragazzo mio!
Tu stai portando davvero un gran peso
sulle tue spalle».
Il bambino si fermò,
alzò gli occhi
e in un tono serio serio rispose:
«Non è un peso, signore,
è mio fratello».
Non so perché,
ma quelle parole s’impressero
a fondo dentro il cuore.
E quando l’egoismo degli uomini
mi sembra imperdonabile
e ogni speranza sull’essere umano mi
abbandona
la gentilezza e il candore di quel bambino
mi rammentano che non è un peso
quello che stai portando attraverso il tumultuare
di questi tempi bui,
perché l’essere umano che hai vicino,
difficile da capire,
a volte arduo da patire,
è il fratello la cui vita
è stata affidata proprio a te
perché tu te ne prendessi cura.
"NOI CHE VOLEVAMO
APPRESTARE IL MONDO
ALLA GENTILEZZA" |