Noi che volevamo apprestare il mondo alla gentilezza...
Tanto tempo fa, una volta, sembra suggerire il titolo.
In anni neppure tanto lontani si credeva possibile liberare il mondo da autoritarismo, ingiustizie, sfruttamento. Si era convinti che quelle idee di giustizia fossero talmente ovvie e condivise che sarebbero divenute le basi di un mondo migliore.
La sconfitta di quelle idee e del movimento che le sosteneva ha tramutato grandi speranze in utopie che sembrano frullare per il cervello solo a pochi irriducibili velleitari che nuotano in senso contrario rispetto alla corrente dominante.
'Noi che volevamo apprestare il mondo alla gentilezza' ha in quelle idee di eguaglianza, di giustizia il suo orizzonte di riferimento, in una critica delle logiche di dominio, di potenza, che attraversano questo tempo presente, dove la guerra costituisce la via maestra per risolvere conflitti per la conquista di risorse economiche limitate, dove sono prevalenti stili di vita e di relazione contrassegnati dal possedere, dal dominare, su cui si modellano comportamenti di prevaricazione, di arroganza, plasmati attorno al dominio della apparenza.
Le vicende di quegli anni in cui si pensava di rendere  migliore e meno autoritario il mondo hanno dimostrato che una alternativa reale a questo stato irragionevole di cose ha solo nella  nonviolenza il suo punto di riferimento, un orizzonte che apre a un mondo realmente diverso.

 

Premio Cosmo d'Oro

       
 

Premio Garcia Lorca

      pace

nonviolenza

 
  

Premio Rocco Scotellaro

      
   

Premio Alpi Apuane

     
    

Premio Cittą di Pinerolo

    

Valerio Magrelli

    

Premio  Il Sabato del Villaggio

   
 

Tiziano Rossi

     

Premio Arcobaleno della vita

  
  

Eugenio De Signoribus

    

Premio Erice

 
   

Fabio Simonelli

    

Premio Arti Letterarie

    

Stefano Lecchini

    
     

Antonio Ingrao

   
      

Franca Santinelli

  
       

Anna Bonacina

 
        

Luciano Galassi

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