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Il viaggio, la disappartenenza, lo
spaesamento
costituiscono il tema del libro |
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"Breve Guida Per Smarrirsi"
(Campanotto editore). |
I personaggi di questa raccolta di racconti sono sempre in viaggio, in treno, in pullman, in metropolitana o più semplicemente a piedi. Lo spazio in cui si muovono è quello che li porta da una situazione esistenziale ad un'altra, da uno spazio personale ad uno di trasformazione. Essere in viaggio, allontanarsi divengono identità, un modo di sentire segnato da un'attenzione più lieve ed acuta.
Lo smarrimento rende disponibili
ad accogliere il senso delle cose. In questo smarrirsi nulla è uguale a prima,
nulla è pura ripetizione, lo sguardo a volte si riempie di sorpresa, di
sconcerto, a volte di timore, ma il pericolo dell'inaridirsi dell'anima rimane
alle spalle.
La fragilità, lo smarrimento sono la condizione necessaria perché il viaggio si
trasformi in esperienza, in conoscenza.
Tanto più lontano, tanto più vicino.
"I viaggi più belli non sono quelli che ci conducono più lontano, ma più vicino a noi stessi" (Michail Kuzmin).
Nell’isola di Samoa, a Vailima, c'è una grande casa al centro di un prato, una casa all'inglese che sembra fuori luogo tra le capanne dei polinesiani che la circondano.
Alla fine del vasto prato inizia la giungla . Inizia anche un sentiero che risale il costone del monte. La salita verso la cima porta a un punto in cui la vista spazia su tutta Samoa, sull'oceano Pacifico, che da lassù appare un giardino rutilante di coralli in tutte le gradazioni di azzurro, di verde, di rosso.
Sulla cima del monte Vaea c'è una costruzione bassa, un parallelepipedo di pietra.
Per portare lassù il corpo di Tusitala, il "Grande narratore di storie" come lo chiamavano i polinesiani, i capi dell'isola si caricarono il corpo in spalla, tagliarono l’intrico della giungla con i machete, collocarono il loro ospite nel punto più alto dell'isola per il suo riposo eterno.
Un lento ritorno a casa: un viaggio agli antipodi alla ricerca della proprio isola ultima, verso il riflesso senza più infingimenti del proprio sé.
Ogni viaggio acquista senso, direzione attraverso la consapevolezza della fragilità, che è la propria, di un senso unico, irripetibile della vita.
Smarrimento non è solo perdita di controllo, di sicurezza, ma anche scoperta. E’ questa la logica paradossale. La vera, ultima paura è quella di perdersi, di smarrirsi: per questo si mettono in campo strategie che portano a perdersi qui dove si vive ogni giorno.
Perdersi per salvarsi. Smarrirsi per ritrovarsi. Addentrarsi in un mondo sconosciuto per accedere al significato più profondo , al significato ultimo. Liberarsi da tutti gli orpelli, per lasciare alle spalle quella fortezza vuota, colma di beni, a cui si è aggrappati e che impedisce di mettersi in viaggio nell'oceano in cui conoscere se stessi.
Si può viaggiare in mille maniere. La letteratura ha descritto pressoché tutti i modi di viaggiare.
Si può viaggiare all’interno di una stanza da un angolo ad un altro; si può viaggiare per una giornata intera in una città; si può viaggiare per anni navigando da una sponda all’altra del Mediterraneo alla ricerca della propria isola. Si può viaggiare non avendo casa né isola a cui tornare. Si può viaggiare e quel viaggio identificarsi nel ritorno alla vita, nel riemergere alla luce, dopo aver attraversato un tunnel di annientamento totale (come il viaggio di ritorno da un campo di concentramento). Si può viaggiare semplicemente in un bosco, ascoltando il ritmo dei propri passi, assecondando il ritmo del respiro. E' possibile viaggiare in autostrada in una bolla d'inquinamento senza fine.
Ogni viaggio plasma chi lo compie, modifica il suo modo di essere, di sentire, di pensare, di vedere.
Le esperienze vissute, i luoghi attraversati, le persone incontrate modificano il viaggiatore. Può capitare allora di fare il viaggio che conduce non più lontano, ma più vicino.
Nel parallelepipedo di pietra sul Monte Vaea a Samoa c'è un'iscrizione:
Under the wide and starry sky,
Dig the grave and let me lie.
Glad I lived and gladly die,
And I laid me down with a will.
This be the verse you grave for me:
Here he lies where he longed to be;
Home is the sailor, home from the sea,
And the hunter home from the hill.
(parole incise sulla pietra dove riposa Robert Louis Stevenson)